Storia

Storia

La leggenda vuole che il Signore, dopo aver creato la terra e gli oceani, abbia gettato un ultimo blocco di roccia nel mare e lo abbia calpestato. Poi ha decorato la roccia con tanti colori diversi e un pezzettino di tutte le cose belle che aveva messo altrove e ​​così ha creato la Sardegna.

Una spiegazione affascinante dell'isola la cui forma ricorda l'impronta di un piede: i Greci la chiamavano ICHNUSA, dalla parola ichnos che significa "traccia", "impronta".  È considerata un piccolo continente. Presenta molti paesaggi diversi: prati verdi, fiori colorati, mare color smeraldo, spiagge bianche, montagne maestose e valli profonde. L'uomo è passato sull'isola dall'età della pietra, ma le testimonianze più tangibili di ciò che ha costruito risalgono al Neolitico: ci sono davvero migliaia di tombe scavate nella roccia, che ricordano piccoli ripari, conosciute con la parola sarda "Domus de janas" (casa delle fate).

Un esempio è la necropoli di Anghelu Ruju ad Alghero.  Un altro segno evidente è la presenza dei "nuraghi". Il "nuraghe" è una torre dalla forma tronco-conica che risale all'età del bronzo e che poteva raggiungere anche più di 20 metri di altezza. Ancora oggi la sua forma, più o meno ben conservata, caratterizza i paesaggi di tutta l'isola. Gli archeologi menzionano più di 7000 (settemila) resti di torri.  Ci sono molti studi in corso sui motivi della loro costruzione e l'UNESCO ha riconosciuto la loro importanza con il patrocinio del villaggio nuragico SU NURAXI a Barumini.

Accanto ai villaggi nuragici a volte si trova quella che viene chiamata la "tomba dei giganti". La parola "gigante" è usata per le notevoli dimensioni della costruzione, che la credenza popolare originariamente attribuiva alla sepoltura di una solo persona gigante. La civiltà nuragica era in contatto con altre civiltà del Mediterraneo.

Dall'VIII secolo a.C. i Fenici arrivarono in Sardegna; a seguire i Cartaginesi, poi i Romani. Questi ultimi lasciarono molte tracce ancora evidenti : l'anfiteatro di Cagliari, i resti di una città e di un ponte a Porto Torres, vestigia delle antiche città di Tharros e Nora. Nella città di Olbia sono visibili ancora alcune arcate dell'acquedotto, una cisterna e nel museo archeologico cittadino i resti di imbarcazioni romane di straordinario valore.

Dopo l'arrivo dei vandali nel V secolo fu la volta dell'impero bizantino. Alcune piccole chiese mostrano ancora lo stile bizantino, un esempio è la chiesa di Mesumundo nella zona di Siligo.

Durante il periodo romano e quello delle incursioni saracene, i sardi trovarono rifugio nell’entroterra. Dal 705 e per alcuni secoli (prima in Africa e poi in Spagna), i saraceni attaccarono le coste del sud e dell'ovest dell’isola. La difesa fu estenuante poiché la Sardegna all'epoca segnava una sorta di confine tra il mondo cristiano e quello musulmano. Col passare degli anni, l'Impero bizantino perse il suo controllo diretto sull'isola a vantaggio di quattro funzionari che dovevano rappresentarlo. La distanza da Bisanzio consentì infatti la formazione sull'isola di 4 amministrazioni che presero il nome di "giudicati" e che potremmo chiamare Regni con a capo dei “giudici” (circa XI - XIV secolo). Durante il periodo dei giudici, anche le donne riuscirono ad avere un ruolo politico importante. Tra le più famose: Adelasia di Torres, Elena di Gallura, Eleonora di Arborea. 

A quel tempo le incursioni minacciavano ancora le coste, ma c'erano anche scambi politici, economici e culturali con Pisa e Genova. La testimonianze architettoniche più importanti del Medioevo sono il gran numero di chiese romaniche costruite a partire dall'XI secolo: tra gli esempi notevoli ricordiamo “La Santissima Trinità de Saccargia” a Codrongianus e la chiesa di “S. Pietro di Sorres ”a Borutta. Il loro stile romanico-pisano-sardo è ottenuto con una magnifica bicromia del calcare bianco e della pietra di basalto nero. 

Successivamente troviamo lo stile gotico catalano che può essere particolarmente ammirato nel santuario di Bonaria a Cagliari, nelle chiese del centro storico di Alghero o in altre chiese importanti delle 7 Città Reali. Nel 1324 il dominio aragonese creò il Regno di Sardegna che sopravvisse fino al 1861, quando l’allora regnante Casa Savoia divenne la famiglia Reale del nuovo nato Regno d’Italia.

Sebbene l’isola sia stata occupata molte volte da conquistatori stranieri, i sardi sono rimasti sempre molto orgogliosi delle loro tradizioni e della loro lingua e negli anni ‘90 sono riusciti, grazie ad una legge regionale, a far riconoscere il sardo come lingua ufficiale insieme all’italiano.

Attualmente la Sardegna è una regione autonoma d'Italia con un’economia che è sempre più basata sul turismo grazie al pregevole patrimonio storico, archeologico e naturalistico. Comunque l'allevamento di animali quali mucche, ma soprattutto pecore e maiali, continua ad essere significativo per la produzione di salumi e del famoso formaggio pecorino. 

I vini sardi, bianchi o rossi, raggiungono sempre più un mercato internazionale grazie a diverse cantine come Argiolas, "Sella e Mosca" e a tante altre nuove cantine minori sempre più numerose e orgogliose a giusto titolo della qualità del loro prodotto finale. Tra gli investitori in nuove scienze: Sardegna Ricerche , la compagnia telefonica Tiscali, l'SRT (radiotelescopio sardo) di S. Basilio e la ricerca del DNA per studiare la longevità dei sardi; molti paesi della Sardegna appartengono infatti a quella che è conosciuta come la "Blue Zone" .